Recensione Quantuum 600 R+ Dual Power (Review)

Parlando al telefono con Massimiliano la conversazione ci ha portato sui flash della Quantuum in mio possesso, dopo avermi chiesto informazioni in merito al prodotto, ci siamo accordati per scriverne una recensione cosa che,  in sincerità, non avevo mai fatto prima e spero di esserne all’altezza. Comunque ecco la storia: Ho acquistato un flash Quantuun dual power R+600 che può essere alimentato sia a rete che con apposito pacco batterie dedicato in sostituzione dei Bowens Gemini 750  (che possono essere alimentati anche a batteria) molto più costosi. La prima impressione sui Quantuum è che la robustezza ed i materiali non sono al livello dei Bowens; la costruzione è nel complesso è solida, la baionetta è in alluminio ed il  flash è compatto e leggero, cosa di cui ho bisogno sia quando lo uso montato su una giraffa sia quando lo uso in esterno alimentandolo a batteria. Essendo possessore di svariati accessori Bowens sia originali che non, inizio a montare una  parabola ma mi accorgo che non è compatibile, alcuni tasselli dell’attacco urtano con l’innesto della baionetta sul corpo del flash. Dopo uno sguardo ai miei Bowens originali noto che il sistema adottato dalla Quantuum è leggermente diverso, provo a montare anche altri accessori più costosi come lo spot ottico della Bowens, ma anche questo non va. Siccome debbo avere una piena compatibilità con i miei accessori (che si innestano perfettamente con i flash originali Bowens) decido di modificare la baionetta del Quantuum. Comincio con lo smontarne la baionetta rimuovendo le viti che la fissano al corpo del flash, uso la baionetta (che mi ha dato idea di maggior incompatibilità) come dima per segnare i punti dove limare, procuro delle punte da trapano delle piccole frese ed inizio, rimuovo il minimo possibile di materiale per non pregiudicare la solidità strutturale,  il lavoro  in circa tre ore si conclude ed una volta rimontata  la  baionetta si accoppia alla perfezione permettendomi di usare tutti gli accessori.  E’ ora di iniziare la prova sul campo, lo ho usato per una giornata intera di lavoro tenendolo sempre acceso scattando 1000 lampi senza alcun problema. Quello che devo segnalare riguarda la temperatura di colore che a piena potenza è di  5250 Kelvin (valore inferiore rispetto ai 5600K dei bowen) la conseguenza la una foto ha con una lieve dominante magenta mentre alla minima potenza il valore scende a 4900K il che comporta una compensazione di -22LB e cc 9G (con pellicola diurna ci vuole un filtro 82A e 9G) quello che comunque consiglio è di procedere alla taratura del colore prima dello scatto. Per quanto riguarda la potenza, ad un metro con parabola da 21cm ho un valore di f64 misurata con l’ esposimetro esterno. Ora vediamo come si comporta con alimentazione a batteria: ho fatto una sessione fotografica all’aperto, tengo a precisare che con la batteria per un risparmio energetico non funziona la ventola di raffreddamento (che nel funzionamento a rete è più silenziosa dei Bowens) né la luce pilota (poco male con le attuali digitali); con una singola carica sono riuscito a realizzare circa 200 scatti quasi in continuo (per la maggior parte a piena potenza) senza accusare alcun problema. Il tempo di ricarica a piena potenza è di circa 5 secondi  mentre alla minima è quasi istantaneo. Per quanto riguarda il pacco batteria, nel modello di prima generazione l’ accumulatore è interno e non sostituibile, per la ricarica basta inserire la presa alla rete. Il  modello attuale usa un caricabatteria esterno da 16Vcc  (è possibile usare in alternativa il caricabatteria  da auto connesso alla  presa per accendisigari) in questo modo si alleggerisce la circuitazione a beneficio della portabilità. L’ accumulatore ora è estraibile e ricaricabile separatamente, un bel vantaggio in quanto si possono acquistare più accumulatori per aumentare l’ autonomia. Esistono in commercio diversi flash monotorcia con attacco Bowens ma ho preferito l’ R+600 per la possibilità della doppia alimentazione; avrei preferito che la regolazione della potenza fosse stata visibile con un display a led (come i modelli alimentati a rete della stessa  casa) e la possibilità comandare il flash con  un telecomando, anche a filo per quando è posizionato sulla giraffa (sempre già disponibile per altri modelli Quantuum). Che altro  dire, valutando  pro, contro e soprattutto il prezzo ne ho acquistato un altro con due batterie. Spero di esservi stato utile saluti.

24 pensieri su “Recensione Quantuum 600 R+ Dual Power (Review)

  1. ciao e grazie per la recensione.
    anch’io sono un possessore dei quantuum dual power 600r.
    attualmente li utilizzo con i trasmettitori Elinchrom EL-Skyport Universal
    che sincronizzano sino a 1/200.
    vorrei scattare ben oltre 1/200 credi che questo sia possibile acquistando dei trasmettitori (tipo pocket wizard) che sincronizzano sino a 1/8000.
    cioe’ la sincronizzazione dipende solo dal trasmettitore o anche dai flash utilizzati?
    grazie

    • La massima velocità di sincro dipende da entrambe le cose, dal punto di vista reflex è il tempo che la fessura tra le due tendine ci impiega a coprire tutto il fotogramma, dal lato del trigger è l’ introdurre il minimo ritardo tra il ricevimento del comando dalla reflex e la trasmissione di scatto al flash.
      I flashgun hanno una modalità per tempi veloci cioè invece che emettere un solo lampo di potenza ad esempio 10 emettono 10 lampi in successione di potenza 1 in modo da avere la stessa potenza luminosa ma spalmata su di un tempo maggiore.
      Non conosco flash da studio che abbiamo la stessa funzione ma questo non vuol dire che non esistano.
      Il consiglio che posso darti è di usare il cavo sincro e fare delle prove (come quelle che ho fatto io nella recensione del Bowens Gemini 400) e vedere quando cominci a vedere la seconda tendina che si chiude.
      L’usare dei trigger più cari non sempre vuol dire più performanti, comunque secondo me con un flash da studio arrivare a 1/250 è un ottimo risultato.

      • ciao grazie per la risposta.
        per quanto riguarda i flash a slitta (tipo canon430) hanno la possibilita’ di scattare il High Sync (ovvero con tempi superiori a 1/200) emettendo tanti piccoli lampi.
        e fin qui’ ci siamo.
        non ho capito bene come funzionano questi trasmettitori che sincronizzano sino ad 1/8000.
        mandano ad esempio 4o piu’ impulsi per fare scattare il flash 4 volte per impressionare tutto il sensore?

        se fosse cosi’ montandoli su un flash da studio (in estrerni) posso scattare con tempi ben oltre l’1/200.

        io volgio scattare in pieno giorno a f.2.8 col flash (quantuum dual power).
        grazie 🙂

        • Di trasmettitori che sincronizzano fino a 1/8000 non ne ho sentito parlare comunque il trasmettitore radio manda sicuramente solo un impulso che è quello che riceve dalla reflex, sincronizzato sulla prima o seconda tendina è compito del flash fare in modo che l’ impulso sia abbastanza lungo da “coprire” tutto il sensore. Per scattare in pieno sole con il flash a f/2.8 non hai tanta scelta, il tuo lampo deve essere di intensità confrontabile al sole, per il diaframma a 2.8 devi settare l’ ISO il più basso possibile ed il tempo di sincro maggiore che il tuo sistema può’ permettersi, se questo ancora non basta (cosa molto probabile) devi mettere una serie di filtri neutri sulla’ obbiettivo. Se l’ argomento può interessare magari potrei scrivere un tutorial.

  2. GRazie per la recensione, di questi tempi è sempre interessante conoscere prodotti nuovi a basso costo! Per quanto riguarda i trigger, la cosa è semplice, com’è stato detto, per sincronizzare ad alta velocità, serve un sistema TTL , quindi tutti e tre gli elementi: reflex, trigger e flash, devono essere TTL compatibili. I trigger TTL radio costano qualcosa di più, ma non sincronizzano ad 1/8000, semplicemente permettono a flash e macchina di fare questo. Con un flash da studio non è possibile fare questo perchè non ha compatibilità TTL. Esistono però dei trigger TTL della poket Wizard che hanno anche questa funzione, sfruttando una soluzione particolare, permettono un sincro veloce anche con i flash da studio. però la cosa dipende dal tipo di corpo macchina e sopratutto con questo sistema non si arriva a 1/8000″, magari 1/500″, ma solo con corpi particolari, come le canon serie 1D oppure nikon Dx.

  3. Ciao, innanzitutto grazie per la recensione puntuale ed esaustiva.

    Una domanda sulla non completa compatibilità con l’attacco bowens e sulla temperatura colore variabile al variare della potenza utilizzata: credi che tali cose possano essere estese anche alla serie HD/Fomex della Quantuum? Sto valutando se prendere tre luci di quella serie oppure tre Elinchrom BxRi e vorrei farlo con tutti gli elementi in mano.

    Buone foto,

    DM

    • Ciao, in merito alla compatibilità della baionetta non so risponderti in quanto l’ articolo non lo ho scritto io ma un collaboratore per cui dovresti sentire lui, se vuoi ti passo in privato la mail.
      Per quanto riguarda la temperatura di colore, il problema non è poi così grave come sembra, in definitiva la differenza non è poi tanta e con il digitale è facilmente risolvibile.
      La serie Fomex a quanto mi risulta viene venduta in europa con il marchio Quantuum ma non è un loro progetto ed a quello che leggo sembra molto valida, ti dirò, ci avevo fatto anche io un pensiero, se poi va su Elinchrom è tutta un altra musica, sai che vai sul sicuro ma anche il prezzo suona molto diverso.

  4. Ciao,
    ho un quantuum R+600,ho dei trigger pixel king(trasmettitore e ricevitori) e una nikon d800.Non so come far partire il quantuum con i trigger:eccezionalmente parte ma spessissimo no.

    • Ciao, Pixel King sono dei trigger TTL, per farli lavorare con un flash da studio devi farli funzionare in modalità normale, non TTL, in ttl il flash emette una serie di prelampi prima dell’ apertura del otturatore per misurare la luce riflessa e calcolare la corretta esposizione, prima del lampo principale che effettivamente illumina. Il flash da studio quantuum (ma in generale tutti i flash da studio) lavora solo in manuale, quando riceve il comando emette lampo in base alla potenza impostata. prova a vedere se così riesci a risolvere.

    • Il Quantuum ha l’attacco Bowens serie “S”, quindi puoi metterci sopra qualsiasi modificatore che abbia questo attacco, se invece hai una serie diversa puoi usare un adattatore ma tieni conto che oltre ad essere parecchio costoso ha anche un ingombro rilevante il che fa si che il tubo flash non si trovi nel punto ideale del modificatore ma più arretrato con una conseguente perdita di luce e qualità.

  5. possono funzionare in modalita strobo? sto cercando un flash da studio che possa lavorare in versione strobo…
    grazie per chi mi scrivera in casella postale

    fabio

    • Ciao, non ho ancora provato la nuova serie ma parlando con l’amico di photo island mi ha detto che ha parecchie migliorie rispetto alla serie precedente. Mi sembra un buon acquisto, se lo prendi da photo island vai sul sicuro, sono serie ed affidabili.

  6. Salve sono in possesso di un flash quantuum 600 wat … il flash e perfettamente funzionante, il problema e che mi e saltato il battery pack… e siccome mi occupo anche di riparazioni di questo tipo, avrei bisogno dello schema elettrico per poter riparare il battery pack… potete aiutarmi????

    • Mi dispiace, ma non ho alcun contatto per reperire lo schema elettrico, prova a ricostruirlo identificando i componenti e seguendo le piste in fin dei conti non è altro che un survultore.

  7. Ciao. Sto testando ora il 600 dual power. Con i trigger mi prende il syncro ma non le impostazioni di Potenza. Purtroppo non tiene le impostazioni settate dal trasmettitore ma tiene sempre e solo quelle settate dal regolatore di Potenza sul flash. I trigger son settato bene sapete se c’è un modo che mi sfugge?

  8. salve,sto cercando la batteria per il mio quantuum r+600 ma non la trovo qualcuno puo darmi un indirizzo? va bene online o su zona roma grazie

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